Rita Ghirini
Un'ammalata racconta la sua esperienza di malattia e di fede e incoraggia gli altri malati all'incontro con Cristo Gesù.
Ghirighini Rita Viale Paganini n. 65 04100 - L A T I N A
Via - Sor.lla Maria Teresa Standridge c\o La Voce del Vangelo
Via Pozzuoli, 9 00182 - ROMA
Latina, 14 settembre 2002
Cari Fratelli,
sto digitando per voi questa lettera dal mio computer perché non riesco più a scrivere.
Forse questa mia testimonianza può aiutare qualcuno che si trova adesso nella stessa situazione in cui mi sono trovata io due anni fa. Sono stata per molto tempo lontano da Dio e dai fratelli a causa di una grave malattia.
Nel dicembre 2000 i medici dell’Umberto I di Roma mi hanno comunicato brutalmente che ero affetta da un male incurabile il cui nome incute terrore ai pochi che lo conoscono.
Fui dimessa cinque minuti dopo la diagnosi e, quantunque la mia fede fosse ancora molto forte, ebbi un terribile attacco d’angoscia che soffocai nel mio intimo per non dare in escandescenze davanti ai miei e nascosi loro la verità per due mesi. In quei terribili momenti io, da soli tre anni nella Fede, fui tentata dal Diavolo che mi disse, parlando CHIARAMENTE alla mia testa in un incubo:”Il tuo Dio sta per mandarti al macello; io, invece, posso guarirti!” Inorridita, trovai grandissimo conforto e aiuto presso N.S. Gesù Cristo il quale parlò al mio cuore e mi disse:”Rita, non temere la Morte; l’ho sconfitta io per te, non ricordi? Nel giorno in cui desti la tua vita a me passasti dalla morte alla Vita.
Non guardare le tue mani rovinate, smetti di fissarle; fissa solo su di me il tuo sguardo, a quella Croce dove io portai anche i tuoi peccati; e poi, confida sempre in me che sono Fedele e saprò condurti al compimento della tua fede fino alla fine”.
Dopo qualche tempo appresi che la mia malattia si conclude con sofferenze atroci in una paralisi totale e, dopo pochi giorni, entrai in un profondo “coma spirituale”dal quale sarei uscita solo un anno più tardi e durate il quale, pur non smettendo mai di amare Gesù, presi a confidare nell’uomo anziché in Dio e a pensare continuamente al mio futuro, confidando solo nelle mie capacità personali ed, escludendo bruscamente i credenti dalla mia vita, cercai aiuto e conforto tra quelli del mondo.
I miei fratelli non m’interessavano più e di pretesti ne avevo tanti; ma la verità, che non volevo ammettere nemmeno con me stessa, era una sola: io ero ARRABBIATA CON DIO! Non ascoltavo più le cassette dei nostri cantici ma esclusivamente musica del mondo.
Frequentavo una chiesa del mondo illudendomi che Gesù fosse lì, ma non c’era… Dopo molti mesi mi accorsi che ero ormai spenta dentro e l’amore di Gesù NON DIMORAVA PIU’ IN ME, il fervore di un tempo aveva lasciato posto ad un’affannosa “corsa” alla ricerca di opere per “guadagnarmi” la salvezza, quella salvezza che avevo ricevuto GRATIS tre anni prima. Allora chiesi a Gesù il perché di quella situazione ed Egli mi rispose indirizzandomi la prima e l’ultima lettera di Apocalisse: “Ricordati da dove sei caduta”- mi disse – “E compi le opere di prima! – Io sto alla porta e busso: se ti riconsacri a me sentirai di nuovo il fervore di un tempo”. Io l’ho fatto e la Sua promessa si è adempiuta. A Lui sia la gloria da ora e in eterno. Amen!
Rita